cultura

L’arte contemporanea dell’attuale Magna Grecia

Ortigia vanta un patrimonio artistico dallo zoccolo prepotentemente greco, ma in cui le numerose stratificazioni storiche e culturali si sono adagiate le une sulle altre permettendo a chi passeggia con uno sguardo più attento ai dettagli  di scorgerle e sfogliarne la bellezza passo dopo passo.
Infiniti aneddoti permeano la pietra e gli edifici siracusani, il vissuto di tiranni e schiavi, famiglie potenti e poveracci, artisti e mecenati, artigiani laboriosi e pescatori.
Ortigia, e Siracusa in senso più ampio, non solo arte a cielo aperto e musei, ma è anche arte contemporanea.
Arte contemporanea già fatta, ammirabile e arte contemporanea che prende forma dalle lastre scoscese dei suoi vicoli, agli angoli all’ombra dei suoi incroci sbucando come fiumi di colori immobili dai dammusi angusti, sollevando lo sguardo abbagliato verso un balcone panciuto in ferro battuto o abbassandolo ad osservare chi dell’arte ha vissuto con
poco.

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Casa sulla strada (dammuso) con opere esposte
È questo il caso di Salvatore Accolla. Salvatore è un talento e la sua gente se ne è accorta adesso che ha più di 70 anni. La semplicità fatta persona. Una uomo che ha attraversato la povertà, il manicomio, il carcere, l’ emigrazione fisica e dell’anima. Ma “sempre con dignità“, come ci tiene a precisare sempre – anche quando “la gente” è stata cattiva e non ha compreso.
Salvatore non ha mai abbandonato la sua umiltà e vive con il suo cane in un basso che agli occhi dei turisti o chi ha il privilegio di ricevere la sua ospitalità deve apparire come una grotta umida, una tana scavata in un vicolo cieco.
Dentro pochi averi, ma un mondo di visioni. Una produzione artistica sudata, salata, ammuffita, disgraziata, viva e prolifica. Ai piedi di un cavalletto i leitmotiv e l’onirico di Salvatore assumono forma nelle numerosissime tavole di legno: le barche, i pupi, i cavalli, l’asino, le brocche, il cane, il Cristo, l’ombra di un uomo. Il tutto in pennellate e forme forti, pennellate precise in un solo flusso visione-pennello-immagine.

 

Il pittore Salvatore Accolla nella sua casa
La mattina si sveglia all’alba e tra due colazioni Salvatore smaltisce lo stordimento del sonno nella mistura dei colori. Poi prende le tavole più piccole, i suoi libri di poesie e il suo cane e apre il suo ufficio in Corso Matteotti, dove tra una chiacchiera e l’altra, fuma una sigaretta e contratta tra turisti e appassionati.
La prima fermata è però sempre in via Resalibera dove lo aspetta per il buongiorno l’amico Benedetto Speranza che nel suo atelier “Artigia” espone molte opere del Maestro e accoglie con cura l’Arte che ad Ortigia non ha mai smesso di ribollire.
Nel suo spazio è possibile incontrare anche una garbata e distinta signora, Elia, compagna d’arte e avventure di Salvatore. La sua mano delicata ha reinterpretato alcune opere di Accolla.
Curiosità e qualche risata, perle di saggezza e incredulità nelle parole scambiate con “il pittore povero” e figlio di pescatori, che in età ha avuto il piacere di sentirsi apprezzato esponendo in diverse città italiane.
Alcune opere le trovate anche in SicilyMonAmour, un ritratto lo tengo per me.
Per acquistare le sue opere potete incontrare Salvatore Accolla in corso Matteotti.
Per le opere più importanti, le tele, le spedizioni e i contatti visitate il sito di Artigia o recatevi in atelier.

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